CASE OF BRANKO TOMAŠIĆ AND OTHERS v. CROATIA

[Italian Translation] by UFTDU (Unione forense per la tutela dei diritti umani)

Application no. 46598/06 · Delivered 2009-01-15 · ECLI:CE:ECHR:2009:0115JUD004659806 · Languages: IT · EN

Application no.
46598/06
Delivered
2009-01-15
Respondent State
HRV
Conclusion
Violation of Art. 2 (substantive aspect);Non-pecuniary damage - award
Convention articles
2, 2-1, 35, 35-1, 41
Original
HUDOC ↗
PresidentChristos RozakisJudgeNina VajićJudgeAnatoly KovlerJudgeElisabeth SteinerJudgeDean SpielmannJudgeGiorgio MalinverniJudgeGeorge NicolaouRegistrarS. Nielsen
Summary
Preparing…

CONSIGLIO D’EUROPA

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO

PRIMA SEZIONE

BRANKO TOMAŠIĆ ET AL. c. CROAZIA

(Ricorso n. 46598/06)

SENTENZA

STRASBURGO

15 gennaio 2009

Questa sentenza diventerà definitiva nei casi stabiliti dall’art. 44 § 2 della

Convenzione. Essa può subire ritocchi di forma.

traduzione non ufficiale dal testo originale a cura dell'Unione forense per la tutela dei diritti dell'uomo

Nel caso Branko Tomašic et al. c. Croazia,

La Corte europea dei diritti dell’uomo (Prima Sezione), riunita in una Camera composta da:

Christos Rozakis, presidente,

Nina Vajić,

Anatoly Kovler,

Elisabeth Steiner,

Dean Spielmann,

Giorgio Malinverni,

George Nicolaou, giudici, e S. NIELSEN, Cancelliere di sezione,

Dopo aver deliberato in camera di consiglio l’11 dicembre 2008,

Rende la seguente sentenza, adottata in tale ultima data:

PROCEDURA

FATTO

I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO

“1. L’imputato M.M. è una persona che soffre di profondi disturbi della personalità

etiologicamente collegati ad un innato malfunzionamento del cervello ed alle

circostanze pedagogiche altamente sfavorevoli della sua infanzia. Diagnosi: disturbo

misto della personalità …

situazione problematica era un meccanismo di difesa inadeguato e patologico con idee

eclatanti e relative azioni. Tali idee eclatanti non si configurano come malattia

mentale.

capacità intellettuale ridotta o epilessia che potrebbero essere collegate ai reati di cui è

accusato l’imputato.

informazioni ad oggi raccolte collegate ai reati, ritengo che la sua capacità di

controllare volontariamente e comprendere il significato e le conseguenze delle sue

azioni erano ridotte tempore criminis, ma che egli non era pienamente privo di

qualsiasi responsabilità.

raccomando che la corte, oltre alle altre misure, ordini un trattamento psichiatrico

obbligatorio con un approccio prevalentemente psicoterapeutico per fare in modo che

egli sviluppi capacità di risolvere situazioni di vita complesse in modo più

costruttivo.”

“... per tutto il periodo in questione l’imputato aveva detto alla vittima che avrebbe

gettato una bomba contro se stesso e la loro bambina nonché contro di lei [la vittima]

se si fosse trovata nei paraggi. Questi eventi sono giunti ad una crisi decisiva il 30

dicembre. L’imputato non si è astenuto dal parlare della bomba né di fronte agli

impiegati del Centro di assistenza né di fronte alla polizia. Inoltre, egli ha affermato

dinanzi alla polizia che avrebbe fatto saltare in aria se stesso e la bambina con una

bomba il giorno del compleanno di quest’ultima. Quindi, non c’è dubbio che sia la

vittima che i testimoni avessero inteso queste minacce come serie … Per cui i timori

della vittima per la sua sicurezza e per quella di sua figlia erano fondati …

... tutte le condizioni per ordinare una misura di sicurezza [di trattamento

psichiatrico obbligatorio] sono state rispettate dato che l’accusato ha commesso un

crimine mentre la sua capacità di intendere era ridotta ed è probabile che egli ripeta lo

stesso crimine o uno simile. È necessario ordinare il trattamento psichiatrico

obbligatorio durante la sua detenzione e dopo il suo rilascio. Detto trattamento avrà un

approccio prevalentemente psicoterapeutico, come raccomandato dagli esperti, per

fare in modo che [il ricorrente] affronti situazioni di vita complesse in modo più

costruttivo.”

“... non c’è dubbio che frequenti minacce di omicidio con … una bomba avrebbero

dovuto essere intese come serie ad un esame obiettivo e che [tali minacce] avrebbero

causato un reale senso di inquietudine, timore ed ansia in una persona media, in

particolare in una situazione in cui la vittima conosce l’esecutore quale persona

aggressiva senza controllo, come nel caso della vittima nel caso di specie.

Non c’è neppure dubbio che … le minacce dell’accusato sono state reiterate per un

periodo di sei mesi nei quali la vittima ha temuto, date le continue minacce, non solo

per la sua sicurezza ma anche per la sicurezza ed il benessere della sua bambina che a

quel tempo non aveva nemmeno un anno. La vittima si trovava quindi senza dubbio in

una situazione difficile e non invidiabile temendo ogni giorno per la sua vita e per

quella di sua figlia, come confermato non solo nella sua testimonianza ma anche dal

fatto che ha cercato assistenza presso le autorità competenti [quali] la polizia, il

Centro di assistenza sociale e il Procuratore di Stato.

Nell’esaminare … la sentenza impugnata ai sensi dell’art. 379 paragrafo 1 (2) del

Codice di procedura penale questa corte d’appello ha stabilito che la corte di prima

istanza ha violato le disposizioni prescritte dalla legge a svantaggio dell’accusato

quando ha ordinato che una misura di trattamento psichiatrico obbligatorio dovesse

continuare dopo la scarcerazione dell’accusato, il che è in contrasto con l’art. 75 del

Codice penale in base al quale il trattamento psichiatrico obbligatorio può durare

finché persstono le ragioni per la sua applicazione ma non più della durata della

carcerazione.

...

… questa corte non concorda con le argomentazioni dell’accusato che nel suo caso

lo scopo della punizione sarebbe stato raggiunto attraverso una sentenza sospensiva,

specialmente in considerazione del fatto che il ricorrente … non aveva mostrato

alcuna autocritica in merito alle sue azioni o alcun sentimento di rimorso per quanto

aveva detto …”

“M.M. era stato tenuto in detenzione dopo l’appello presso il carcere di Varaždin

dal 3 febbraio al 22 maggio 2006 dove fu mandato per scontare la sua pena detentiva

… che ebbe fine il 3 luglio 2006.

Un esame psichiatrico di M.M. condotto durante la sua permanenza in detenzione ha

mostrato che egli soffriva di un disordine misto della personalità che derivava da un

innato malfunzionamento del cervello e da circostanze pedagogiche sfavorevoli della

sua infanzia. Nella stessa opinione l’esperto psichiatra raccomandava che fosse

ordinato un trattamento psichiatrico obbligatorio con un approccio prevalentemente

psicoterapeutico per fare in modo [che M.M.] sviluppasse capacità di risolvere

situazioni di vita complesse in modo più costruttivo.”

Mentre M.M. scontava la sua pena detentiva, fu previsto un trattamento intensivo

consistente in sedute di conversazioni individuali, in base al programma individuale di

custodia. Egli raramente si recava alle sedute di sua spontanea volontà e gli fu, quindi,

chiesto di farlo da parte dello staff, [al fine di soddisfare] la necessità di trattamento.

Mentre si trovava in carcere, M.M. vide il medico cinque volte, talora di sua

spontanea volontà, talaltra su richiesta del dottore. Egli non insisteva sulla sua terapia

psichiatrica e quindi il suo trattamento si basò, come raccomandato dall’esperto, su un

trattamento psicoterapeutico intensivo da parte dello staff, del direttore del carcere e

di altri che gli parlavano. Egli era una persona molto introversa, quindi la sua vera

personalità non poteva essere compresa in condizioni di detenzione o di

incarceramento.”

“Il summenzionato è il direttore del carcere di Varaždin e dichiara che M.M. ha

scontato la sua pena detentiva nel carcere di Varaždin dal 3 febbraio al 3 luglio 2006

Mentre si trovava in carcere, M.M. è stato sottoposto a trattamento psichiatrico in

ottemperanza a quanto indicato nel parere e nelle raccomandazioni dell’esperto. Il

trattamento è stato basato su un trattamento psicoterapeutico intensivo di M.M.

consistente in sessioni di conversazioni tra M.M. e lo staff del carcere, lui stesso [il

direttore] ed il medico del carcere. Nel corso del trattamento M.M. non ha ricevuto né

ha chiesto terapie farmacologiche. È stato inoltre stabilito che M.M. era una persona

molto introversa che non voleva cooperare nel corso del trattamento.

Durante la sua permanenza in carcere M.M. ha visto il medico del carcere cinque

volte in occasione di altri problemi, ossia di malattia.

Egli inoltre ritiene che non ci sono regole interne sull’esecuzione di misure di

sicurezza e che tutto il trattamento è svolto in base alla Legge sull’esecuzione delle

sentenze di condanna a pene detentive.”

II. LA NORMATIVA E LA PRATICA INTERNE RILEVANTI

«Ogni essere umano ha diritto alla vita.

Sezione 38

«Ognuno ha il diritto di chiedere l’apertura di un procedimento per la revisione

costituzionale delle leggi …»

Sezione 55

«(1) La Corte costituzionale può annullare una legge o le sue disposizioni se

riscontra che sono incompatibili con la Costituzione …»

«La misura di sicurezza consistente in un trattamento psichiatrico obbligatorio può

essere imposta solo riguardo all’esecutore che, al momento in cui ha commesso il

crimine, aveva una capacità notevolmente limitata [e] laddove vi sia il rischio che i

fattori che hanno determinato l’insorgere dello stato [di capacita limitata] potrebbero

stimolare la futura commissione di un altro crimine.

La misura di sicurezza consistente in un trattamento psichiatrico obbligatorio può

essere imposta, alle condizioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo, durante

l’esecuzione di una pena detentiva, al posto di una pena detentiva o insieme alla

sospensione della pena.

Il trattamento psichiatrico obbligatorio può essere imposto fintanto che le condizioni

per la sua applicazione sussistono, ma [non dovrà] in ogni caso superare i termini

della detenzione. … Il trattamento psichiatrico obbligatorio non dovrà in nessun caso

superare i tre anni.

Articolo 174(2)

«Al fine di … decidere se avviare un’indagine … il Procuratore di Stato dovrà

ordinare alla polizia di raccogliere le informazioni necessarie e prendere altre misure

relative al crimine [in questione] con l’obiettivo di identificare il responsabile …»

Articolo 177

«Se c’è il sospetto che è stato commesso un crimine passibile di processo pubblico,

la polizia prenderà le misure necessarie al fine di identificare il responsabile … e

raccogliere tutte le informazioni di eventuale rilevanza per la conduzione del processo

penale …»

Articolo 187

«(1) Un’indagine sarà aperta contro un particolare individuo se vi sia sospetto che

egli o ella abbia commesso un crimine.

(2) Durante l’indagine dovranno essere raccolte le prove e le informazioni necessarie a decidere se un’accusa debba essere avanzata o se il procedimento debba

essere interrotto …»

Sezione 19

«(1) Ogni persona giuridica ed ogni persona fisica ha il diritto al rispetto della

propria integrità personale alle condizioni indicate dalla presente Legge.

(2) Il diritto al rispetto della propria identità personale nel senso di cui alla presente Legge include il diritto alla vita, al benessere fisico e mentale, alla buona reputazione

e onore, il diritto ad essere rispettato, il diritto al rispetto per il proprio nome e per la

privacy della propria vita personale e familiare, la libertà et alia.

Sezione 1100

«(1) Laddove un tribunale lo ritenga giustificabile, in considerazione della gravità di

una violazione del diritto al rispetto dell’integrità personale e delle circostanze

particolari del caso, potrà riconoscere il risarcimento del danno non pecuniario, a

prescindere dal risarcimento del danno pecuniario o del fatto che suddetto danno ci sia

stato.

Sezione 1101

«(1) Nel caso di morte o di invalidità particolarmente grave di un individuo il diritto

al risarcimento dei danni non pecuniari viene assegnato ai membri più prossimi della

sua famiglia (coniuge, figli e genitori).

(2) Il risarcimento di tali danni può essere assegnato ai fratellastri, ai nonni, ai nipoti ed al coniuge di fatto laddove questi individui ed il deceduto vivevano

permanentemente nella stessa abitazione.

«La Repubblica di Croazia risarcisce il danno causato ad un cittadino, ad una

persona giuridica o ad altra parte da una condotta illecita o errata da parte di un

organo dell’amministrazione dello Stato, di un organo locale di autogoverno o

amministrazione …»

«Una persona che intenda intentare una causa civile contro la Repubblica di Croazia

deve previamente presentare una richiesta di composizione presso il competente

ufficio della la Procura di Stato.

Laddove la richiesta venga rigettata o non sia presa alcuna decisione nei tre mesi

successivi alla sua presentazione, la persona coinvolta può avviare un’azione presso il

tribunale competente.

SCOPO DI UNA PENA DETENTIVA

Sezione 2

«Lo scopo principale di una pena detentiva, oltre al trattamento umano ed al rispetto

dell’integrità personale dell’individuo che sconta una pena detentiva, … è lo sviluppo

della sua capacità di vivere dopo il rilascio in ottemperanza alle leggi ed alle

consuetudini della società.»

PREPARAZIONE AL RILASCIO ED ASSISTENZA DOPO IL RILASCIO

Sezione 13

«Durante l’esecuzione della condanna alla detenzione un penitenziario o un carcere,

insieme alle istituzioni e ad altre entità incaricate dell’assistenza dopo il rilascio,

devono assicurare la preparazione del detenuto al suo rilascio [dal carcere].»

PRGRAMMI INDIVIDUALI PER L’ESECUZIONE DI UNA CONDANNA ALLA

DETENZIONE

Sezione 69

(1) Il programma individuale per l’esecuzione di una pena detentiva (di seguito «il programma di esecuzione») consiste in una combinazione di attività e misure di tipo

pedagogico, lavorative, relative al tempo libero, alla salute, psicologiche e connesse

con la sicurezza allo scopo di organizzare il tempo trascorso in carcere secondo i tratti

caratteristici ed i bisogni del detenuto e sulla base delle possibilità offerte dallo

specifico penitenziario o carcere. Il programma di esecuzione è concepito per

rispondere agli scopi della pena detentiva di cui alla sezione 7 della presente Legge.

(2) Il programma di esecuzione sarà definito dal direttore del carcere su proposta di un team di esperti del penitenziario o del carcere …

(3) Il programma di esecuzione conterrà informazioni sulle … procedure speciali (… assistenza psicologica e psichiatrica … misure speciali di sicurezza …)

TUTELA DELLA SALUTE

Sezione 103

«(1) Ai detenuti saranno forniti trattamenti medici e cure regolari per la loro salute

fisica e mentale …»

«(1) La Procura di Stato è competente a compensare le spese legali di

rappresentanza dinanzi alle corti e ad altri organi competenti in base al regolamento

sull’onorario degli avvocati …

(2) I fondi ottenuti come spese legali di rappresentanza gravano sul bilancio dello Stato.»

Le parti rilevanti della decisione n. Rev 2203/1991-2 del 30 dicembre 1991 stabiliscono:

«Gli impiegati del Penitenziario aperto V.-P. e della Prigione di Stato L. hanno

causato il danno in questione attraverso la loro condotta illegale ed erronea

permettendo a D.P. di scappare dal penitenziario anziché prevenire la sua evasione

attraverso l’uso della forza se necessario (sezioni 175 e 176, par. 10, della Legge di

esecuzione delle sanzioni penali e per illeciti minori, Gazzette Ufficiali nn. 21/74 e

39/74).

L’esecuzione di una sentenza, ed in particolare l’esecuzione di una condanna

detentiva, risponde allo scopo punitivo definito per legge che include, tra l’altro,

prevenire che il responsabile commetta un [altro] crimine limitando la sua libertà di

movimento. Nelle circostanze del presente caso gli impiegati dei suddetti penitenziari,

per il comportamento dei quali il convenuto [lo Stato] è responsabile, hanno mancato

di [prevenire l’evasione] di un condannato che ha poi ripetuto lo stesso atto di

violenza (in circostanze anche più gravi) del crimine per il quale era stato condannato

e messo in carcere … Il fatto che egli abbia commesso un reato di rapina e causato

danni al ricorrente ed a numerose altre persone attraverso atti di violenza durante la

sua evasione mostra che egli è un pericolo per la società e che si sarebbe dovuto

impedire che commettesse crimini tenendolo in carcere. Lo stesso emerge dalla sua

fedina penale …

Quindi, nel caso in questione c’è un collegamento giuridicamente rilevante tra la

condotta illegale ed erronea degli impiegati del convenuto, l’evasione e le azioni

dannose ... che tutte insieme concorrono alla responsabilità del convenuto.»

La parte rilevante della decisione n. Rev 186/04-2 del 10 gennaio 2006

«Ai sensi della sezione 13 della Legge sull’amministrazione dello Stato (Gazzette

Ufficiali nn. 75/93, 48/99, 15/00 e 59/01) la Repubblica di Croazia è obbligata a

risarcire il danno derivante dalla condotta illegale o erronea degli organi

dell’amministrazione dello Stato, degli enti locali di autogoverno

amministrazione …

e

di

Un comportamento o un’omissione che siano contrari alla legge o ad ogni altro

regolamento si configura quale atto illecito … se vi sia l’intento di causare danno ai

diritti o agli interessi di terzi o accettarne le conseguenze.»

La parte rilevante della decisione n. Rev 713/1998 del 13 settembre 2000

« Un comportamento o un’omissione che siano contrari alla legge o ad ogni altro

regolamento si configura quale atto illecito se vi sia l’intento di causare danno ai

diritti o agli interessi di terzi o accettarne le conseguenze. Lo stesso vale per un

comportamento o ad una mancanza di agire, contrari al modo di agire comune o

prescritto, che si configurino quali comportamenti erronei.»

La parte rilevante della decisione Rev 218/04-2 del 27 ottobre 2004

«La denuncia del ricorrente per danni contro la Repubblica di Croazia è giustificata

solo laddove le condizioni stabilite per legge siano soddisfatte, in particolare il danno

sia conseguenza di una condotta illecita o erronea di una persona o di un organo

pubblico. Condotta illecita significa agire contro la legge o ogni altro regolamento o

omettere di applicare un regolamento con l’intento di causare un danno ad una

persona terza o accettarne le conseguenze. Condotta erronea è un atto o un’omissione

contraria al modo comune o prescritto di agire e dal quale si può concludere che c’è

stato l’intento di causare danno ai diritti e agli interessi di terzi o accettarne le

conseguenze»

La parte rilevante della decisione n. Rev 730/04-2 del 16 novembre 2005

«… condotta illecita significa agire contro la legge o omettere di applicare

disposizioni normative con l’intento di causare un danno ad una persona terza o

accettarne le conseguenze. Condotta erronea è un atto o un’omissione contraria al

modo comune o prescritto di agire … L’onere della prova è a carico del ricorrente. …

Il ricorrente che lamenta il danno è obbligato a dimostrare l’esistenza del danno, un

atto dannoso da parte del convenuto (in questo caso la condotta illecita o erronea degli

organi dell’Amministrazione dello Stato ai sensi della sezione 13 della Legge

sull’amministrazione dello Stato) ed un nesso causale tra l’atto dannoso ed il danno

effettivo. »

La parte rilevante della decisione n. Rev 257/06-2 del 18 maggio 2006

«Lo scopo della sezione 13 della Legge sull’amministrazione dello Stato è [rendere]

lo Stato responsabile dei danni causati dall’agire scientemente contro la legge con

l’intento di causare danno ad altri.»

DIRITTO

I. SULLA DEDOTTA VIOLAZIONE DELL’ART.

CONVENZIONE

DELLA

L’art. 2 della Convenzione stabilisce:

«1. Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere

intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale

pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il reato sia punito dalla legge con tale

risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario:

(a) per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale;

(b) per eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta;

(c) per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione.»

A. Sulla ricevibilità

Argomenti delle parti

La valutazione della Corte

75, ECHR 1999-V).

24520/94, ECHR 2000-I).

B. Sul merito

Argomenti delle parti

La valutazione della Corte

a. Aspetto sostanziale dell’art. 2 della Convenzione

Principi generali

2005-VII).

Applicazione di questi principi al presente caso

b. Aspetti procedurali dell’art. 2 della Convenzione

II. SULLA DEDOTTA VIOLAZIONE DELL’ART. 13 DELLA

CONVENZIONE

«Ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella presente Convenzione

siano stati violati, ha diritto ad un ricorso effettivo davanti ad un’istanza nazionale,

anche quando la violazione sia stata commessa da persone che agiscono nell’esercizio

delle loro funzioni ufficiali.»

A. Sulla ricevibilità

B. Sul merito

III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ART. 41 DELLA CONVENZIONE

«Se la Corte dichiara che vi è stata violazione della Convenzione o dei suoi

protocolli e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette se non in modo

imperfetto di rimuovere le conseguenze di tale violazione, la Corte accorda, se del

caso, un’equa soddisfazione alla parte lesa.»

A. Danno

B. Spese e costi

C. Interessi moratori

PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMITÀ

aspetto sostanziale, in considerazione della mancanza di azioni idonee a

prevenire la morte di M.T. e di V.T.

sotto l’aspetto procedurale dell’art. 2 della Convenzione;

4 Ritiene che non c’è bisogno di esaminare la denuncia sulla base dell’art.

13 della Convenzione;

5 Ritiene

(a) che lo Stato convenuto deve pagare ai ricorrenti congiuntamente, entro tre mesi dalla data in cui la sentenza diviene definitiva ai sensi

dell’art. 44 § 2 della Convenzione, il seguente importo che deve essere

convertito nella moneta nazionale dello Stato convenuto al tasso

applicabile alla data della liquidazione:

(i) 40,000 Euro (quarantamila euro) come danno non pecuniario, oltre ad ogni importo che possa essere dovuto dai ricorrenti a titolo

di imposta;

(ii) 1.300 Euro (milletrecento euro) per spese e costi, oltre ad ogni importo che possa essere dovuto dai ricorrenti a titolo di imposta;

(b) che a partire dallo spirare del suddetto termine di tre mesi e fino al pagamento, tale importo sarà maggiorato di un interesse semplice ad un

tasso pari a quello marginale della Banca centrale europea applicabile

durante tale periodo, aumentato di tre punti percentuali;

Redatta in inglese, e notificata per iscritto il 15 gennaio 2009, ai sensi dell’art. 77 §§ 2 e 3 del Regolamento della Corte. Søren Nielsen

Cancelliere

Christos Rozakis

Presidente

Conformemente all’art. 45 §2 della Convenzione e all’art. 74 § 2 del Regolamento della Corte, si allega alla presente sentenza l’opinione concordante del giudice Nicolaou.

OPINIONE CONOCORDANTE DEL GIUDICE NICOLAOU

Mi sembra che ciò che si richiede in primo luogo e urgentemente nel presente caso è una efficace protezione di polizia delle vittime, madre e figlia. Ciò non vuol dire che l’aiuto psichiatrico, insieme a misure di sostegno sociale, diretto nei confronti dell’esecutore del crimine non avrebbe dovuto essere tentato nella ricerca della migliore soluzione a ciò che era, ovviamente, una situazione difficile.

Non c’è naturalmente modo di sapere se un trattamento psichiatrico obbligatorio con un «approccio prevalentemente psicoterapeutico», come prescritto dall’esperto incaricato, sarebbe stato efficace almeno per prevenire la perdita della vita. Tuttavia, ciò che è importante qui è se le corti, e di prima istanza e di appello, hanno ritenuto necessario emanare tale ordine, descritto nella normativa rilevante come «misura di sicurezza». Bisogna considerare che le corti erano consapevoli dell’ambito legislativo in cui l’ordine avrebbe avuto effetto, comprese le possibili difficoltà per la sua applicazione a causa della mancanza di regole dettagliate. Nondimeno, dovevano attendersi il rispetto dell’ordine in mancanza del quale questo sarebbe stato privo di significato e di scopo. Non c’è stata, sfortunatamente, reale ottemperanza. Come affermato al par. 56 della sentenza, non è stato dimostrato «che il trattamento psichiatrico obbligatorio ordinato era stato gestito realmente e propriamente».

Indubbiamente, sarebbe stato utile avere regole specifiche che indicassero i passi pratici da compiere per l’esecuzione di un trattamento psichiatrico. Ma trovo difficile accettare che senza suddette regole l’ordine in questione fosse, fin dall’inizio, inefficace. Le autorità non hanno spiegato in modo convincente di aver fatto tutto il possibile per fornire un ambiente nel quale l’ordine potesse avere successo. Non c’è infatti alcuna indicazione che l’aiuto psichiatrico specialistico sia stato messo a disposizione di M.M. e non c’è neppure alcuna indicazione che siano stati fatti sforzi per dare esecuzione all’ordine. È stato detto che M.M. stesso era riluttante a cooperare; ma non si può presupporre che ciò sarebbe durato o che ciò avrebbe prevalso se, in un contesto adeguato, fosse stato disponibile un idoneo aiuto da parte di esperti. Quindi, non posso sottoscrivere il punto di vista, espresso al par. 42 della sentenza, che «in ogni caso qui la questione non è se le autorità abbiano agito illegittimamente o se vi sia stata la responsabilità di un agente dello Stato su qualunque base».

In Croazia, in base ad una regola fissata dalla giurisprudenza interna, il fatto che una persona nell’esercizio delle sue funzioni è in errore, sia per azioni che per omissioni, non rende lo Stato responsabile in sua vece del risarcimento a meno che non sia dimostrato «che c’era l’intenzione da parte delle autorità di causare un danno ad una persona terza o accettarne le conseguenze». Tale restrizione mi sembra incoerente con la piena responsabilità dello Stato che deve essere ritenuta una componente indispensabile nella protezione della vita ai sensi dell’art. 2.

Considerando le circostanze del presente caso, l’idea di responsabilità civile non deve essere collegata alle supposizioni su quale avrebbe dovuto essere la durata di un trattamento sufficiente perché se ne decretasse il successo o il fallimento. In assenza di reale esperienza, che avrebbe potuto essere ottenuta gestendo il trattamento in modo idoneo, non è stata possibile alcuna valutazione. Quindi, le disposizioni interne relative alla durata del trattamento non possono qui essere direttamente rilevanti; un problema che riguardi la durata nascerebbe solo se si dimostrasse positivamente che era stato richiesto un periodo più lungo di trattamento.

Infine e forse la cosa più rilevante, avrebbe dovuto essere chiaro, se i responsabili avessero riflettuto attentamente sulla situazione, che le vittime di omicidio avevano, dopo il rilascio di prigione di M.M., un bisogno imperativo della protezione della polizia senza la quale le loro vite sono rimaste in pericolo mortale. Purtroppo, niente è stato fatto in questa direzione e, pare, nessuno è stato ritenuto responsabile in alcun modo. In siffatte circostanze, la colpa individuale non avrebbe dovuto essere completamente esclusa adducendo motivazioni legate alle imperfezioni delle disposizioni legislative relative all’esecuzione degli ordini di trattamento psichiatrico.

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